Dietro le quinte di Atelier10 - Nóra Dzsida di InconnuLAB

Buon mese di Giugno. Oggi vogliamo farvi conoscere la storia di una ragazza che appena arrivata in Italia ha deciso di seguire il suo sogno, con qualche difficoltà, ma tanta passione, entusiasmo, studio e dedizione. Nulla arriva per nulla e Nóra è la dimostrazione e non bisogna mai smettere di credere in se stessi.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Nóra Dzsida, sono un’artigiana e vivo a Trieste. Dal 2013 disegno e creo a tempo pieno borse e zaini con pelle e tela.
Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Cinque anni fa, quando mi sono trasferita a Trieste, ho deciso di prendermi un po’ di tempo per coltivare i miei interessi. Così ho ripreso a disegnare a mano libera, disegnavo soprattutto vestiti, gioielli e borse. Un giorno ho provato a rendere reali i miei disegni. Il risultato è piaciuto a tante persone e questo mi ha dato grande fiducia per dedicarmi a tempo pieno a questa attività.
Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Le borse InconnuLAB hanno una forma molto lineare, pulita, geometrica, frutto di un profondo lavoro di sottrazione di elementi superflui. Un grande aiuto l’ho avuto dal tessuto che uso per crearle: è un tessuto tecnico, con una trama geometrica/lineare. Quando ho visto per la prima volta questo tessuto (che normalmente è usato per tutt’altri prodotti) ho subito capito che era perfetto per le mie borse, borse pulite e minimaliste, come ilRucksack 202 o il Backpack 201. L’ispirazione è una cosa improvvisa; non si sa quando né da dove arriva. L’ispirazione si può trovare ovunque, bisogna essere mentalmente aperti per vederla. 
Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Quando ho iniziato questo mestiere ho dovuto impegnarmi tantissimo, perché era un terreno sconosciuto per me, tutto era nuovo e difficile. La ricerca però è ancora oggi continua, solo che adesso, maneggiando bene le basi del cucito, posso concentrarmi a sperimentare tecniche nuove e sempre più complesse. In gran parte uso tecniche classiche del cucito arricchite da decorazioni manuali oggi un po’ dimenticate perché lunghe da realizzare. Per quanto riguarda invece i materiali, uso esclusivamente rimanenze delle produzioni industriali italiane di qualità, ritagli di tela e di pelle. E proprio questa difficoltà mi ha permesso di realizzare una delle caratteristiche distintive delle mie borse, i lunghi lacci formati da piccoli pezzi ricamati insieme.
Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Sono appassionata del ricamo quindi oggi vi racconto una cosa che sto sperimentando adesso. Ho in mente un nuovo progetto in cui il ricamo sarà il protagonista assoluto, ho studiato così tanto questo particolare che ormai posso considerarmi un’esperta. Quando ricami a macchina, bisogna ricordarsi di mettere sempre uno stabilizzatore sotto il tessuto. Questo è indispensabile per un ricamo ben definito. Lo stabilizzatore è utilissimo anche quando vogliamo ricamare un tessuto che non può essere messo nel telaio da ricamo (come per esempio il velluto) perché altrimenti il telaio lo rovinerebbe. In questo caso si mette solo lo stabilizzatore nel telaio, poi si spruzza sopra la colla spray temporanea, su cui possiamo applicare il tessuto senza doverlo inserire nel telaio. Ultimo passaggio il fissaggio con gli spilli e si può iniziare il ricamo.
Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Prima di tutto le vendo online, sul mio sito personale www.inconnulab.com, oltre che su Etsy. Inoltre cerco di promuoverle sui vari canali social. 
Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Assolutamente sì! Quando mi sono trasferita in Italia ho sentito subito il bisogno di creare. Questo paese è davvero il paradiso dei creativi, le città, con le loro bellezze, i mestieri, le persone, ti stimolano ad esprimere la tua personalità e fantasia.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
C’è un nuovo lavoro su cui sono completamente concentrata adesso. Mi piace progettare e realizzare borse, ma il mio grande sogno sono i capi d’abbigliamento. Sto lavorando sui miei cartamodelli e sull’affinare tecniche e disegni di ricamo, per poi mescolare le due cose. Questa è la prima volta che parlo di questo progetto, forse vuol dire che ormai sono sicura che lo realizzerò! (Risata di felicità :) ) Per noi creativi questo è sempre un grande traguardo! Abbiamo talmente tante idee, ma purtroppo non tutte sono realizzabili.
Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Personalmente preferisco usare la parola artigianato che non handmade. Handmade può essere qualsiasi cosa fatta a mano, mentre artigianato per me vuol dire qualcosa che è fatta con maestria. Quindi credo che essere un artigiano è anche una grande responsabilità, perché oltre a fare oggetti decorativi, unici, bisogna creare oggetti di qualità! La vita di un artigiano è un apprendimento continuo, bisogna essere sempre aperti alla scoperta di tecniche nuove, o dimenticate, per migliorare i propri prodotti.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade/artigianato al giorno d'oggi?
Vendere ed acquistare prodotti artigianali oggi è anche una scelta di stile vita. Per fortuna negli ultimi anni l’artigianato viene apprezzato sempre di più. Oggi le persone vogliono prodotti unici e di qualità, fatti per dare piacere, oltre che per soddisfare una necessità.

Speriamo che la storia di Nora ispiri tante persone titubanti che sono indecise sul seguire le proprie passioni. Qui abbiamo un esempio concreto che ci dimostra che con lo studio, la ricerca e la caparbietà si possono raggiungere bellissimi risultati, per poi non smettere mai di sognare e credere nelle proprie capacità!

Il fascino della diversità culturale

Ultimamente l'Europa non favorisce la convivenza delle varie culture anzi, sembra che la politica voglia che la società diventi sempre meno colorata.
Per fortuna ci sono ancora delle persone che non si lasciano influenzare. Questi siamo noi e per questo festeggiamo la diversità culturale il 21 Maggio. Festeggiala con noi aggiungendo un commento con il nome del tuo artista straniero preferito!

Oggi vi racconterò 5 storie sui 5 continenti che mi ispirano tanto.

Comincio dall'Africa. La distanza è poca, devi solamente attraversare il Mediterraneo per trovare un continente meraviglioso dove le persone portano gioielli come questi:

Il mestiere del perlinatore è fortemente radicata nella tradizione Maasai, tanto che questa attività artigianale deve essere imparata obbligatoriamente da ogni donna. Quanto sarebbe bello se anche da noi in Europa fosse obbligatorio imparare una tecnica artigianale! ;)

La Beads of Esiteti è un'iniziativa fantastica. Lo scopo di questa organizzazione non-profit è di far conoscere e rendere accessibile ad un pubblico internazionale queste opere d'arte.

Spostiamoci in Sud America. La Threads of Peru è un'organizzazione volontaria che aiuta a conservare la tradizione della tessitura artigianale. Questo è il mestiere più importante dei popoli che vivono sulle Ande ed é interessante che sia gli uomini che le donne sappiano svolgere questo lavoro. E' una tradizione nasce da grande passato, che si pratica e tramanda dalle origini della dinasità degli Inca.

L'Asia è un continente enorme ed ha un'immensa ricchezza in termini di diversità culturale ed un profondo rispetto delle tradizioni. Una delle attività storicamente più significative è la lavorazione della seta che ha avuto origine in Cina. Il segreto della tecnica della lavorazione è stato tenuto gelosamente custodito per migliaia di anni. Con questa materia prima sono stati creati i più preziosi vestiti, spesso decorati con ricami particolarmente sofisticati. 

Questa tradizione è l'ispirazione principale del lavoro di Ellie Mac, un'artista che realizza piccole decorazioni ricamate di fili di seta.

Sul continente fisicamente più distante a me, l'Oceania, mi ha impressionata la semplicità dell'arte dei nativi aborigeni.

La loro arte è relativamente giovane, infatti le prime opere rislagono all'inizio degli anni 70'. Prima di questo la loro pittura "divisionista" non veniva mai dipinta su carta o tela, al massimo sul loro corpo o sulla sabbia. Personalmente adoro l'arte di Anna Petyarre:

Per ultimo il vecchio continente. Vorrei presentarvi una fantastica iniziativa che ha luogo in Ungheria. "Gombold Újra! Central Europe" è una competizione che si tiene ogni anno ed a cui possono partecipare i designer emergenti dell'Europa centro orientale. Ho scelto questa manifestazione non soltanto perchè sono ungherese, ma soprattutto perchè è un evento che mette in contatto attività e persone che provengono da culture e tradizioni diverse, rafforzando la collaborazione e lo scambio culturale tra Paesi diversi.




Selezione curata per Atelier10 da Nóra Dzsida di InconnuLAB.

Nora si è trasferita 5 anni fa a Trieste e da allora ha ripreso a disegnare vestiti, gioielli e borse. Il suo personalissimo design geometrico e pulito rende molto riconoscibili le sue creazioni, soprattutto borse e zaini.


Atelier10 Cover Products - 2017 May



In cerca del sole che poco si vede in questa strana primavera?
Ci pensano i nostri atelieristi!!!


Dietro le quinte di Atelier10 - Giorgia Turin di Atelier Settembre


Da dove nasce un'idea che può diventare uno small business di successo? A volte sono idee che per una vita ci portiamo dentro, a volte sono una naturale trasposizione di una forte personalità. Oggi vi raccontiano la storia di un "per caso", siamo certi che molti voi si sentiranno chiamati in causa, a raccontarcela la nostra Giorgia.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Giorgia, ho 33 anni e sono nata e cresciuta a Padova. Sono Graphic Designer di professione e creo borse e accessori per passione. Sono cresciuta tra le stoffe, i rocchetti e la macchina da cucire di mia mamma e tra le chiavi inglesi, i cacciaviti e le brugole di mio papà... Alla fine ho scelto la creatività anche se mio papà avrebbe voluto crescere una piccola meccanica!

Quando, come e perché hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Atelier Settembre è nato per caso. Ho iniziato creando le prime shopping bag come regali di Natale per i miei amici, con mia grande gioia e stupore me ne hanno chieste altre.
Ho capito che poteva essere un progetto da far crescere e la scintilla è scattata la sera del 12 Settembre 2009 quando finita la festa del mio compleanno stavo osservando due grandi tavoli in una stanza della casa che fino a due giorni prima era una legnaia, nella mia mente aveva proprio l'aspetto di un atelier e un mio caro amico mi fece notare che se ci tenevo tanto dovevo cominciare seriamente e comprare le prime stoffe! Così ho fatto!
Con il passare del tempo Atelier Settembre mi ha dato la possibilità di far crescere qualcosa di tutto mio che posso gestire e modificare a seconda di quello che sento, Atelier Settembre si trasforma con me e come me. Mi da stimoli per fare ricerca, per informarmi, per imparare tante cose diverse da quelle della mia professione, sono curiosa di natura e avere un progetto come questo è molto stimolante.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Parte tutto dal fatto che usiamo tanto tempo a provare, abbinare, cambiare, riprovare vestiti e accessori prima di uscire di casa e poi... andiamo a fare la spesa o portiamo il pranzo in ufficio e usiamo la borsa di carta stampata o peggio ancora quella di nylon. No, non si può!
Quindi partendo dallo studio della struttura di borse pratiche per un utilizzo quotidiano, dedico gran parte delle mie energie alla selezione dei tessuti cercando un approccio polisensoriale, con fantasie abbinabili agli outfit di tendenza e che trasmettano sensazioni positive al contatto con la pelle per far provare dei piccoli momenti di piacere a chi le indossa. Infine, per rendere speciale anche l'apertura della confezione spruzzo sempre un leggero profumo al sapone di Marsiglia.
Un altro punto per me importante è che le shopping bag sono pensate per essere lavabili e riutilizzabili, in questo modo possiamo pensare all'ambiente iniziando dalle nostre piccole abitudini quotidiane.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
I dettagli sono ciò che fa la differenza e riporto questo mio caposaldo in ogni prodotto che realizzo. Parto dalla ricerca, essenziale per capire come cambiano i bisogni dei miei clienti, e passo alla selezione dei tessuti di alta qualità, spesso utilizzo il cotone ma a volte sperimento anche con altre tipologie creando così piccole linee di pezzi unici.
Realizzo con cura ogni borsa tagliando a mano i tessuti e rifinendo ogni dettaglio fino al packaging finale, anche questo fatto a mano.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Credo che il miglior trucco in assoluto per i creativi in generale sia fare tanta tanta ricerca, quindi cercate spunti, salvate tutto quello che vi piace in una cartellina, prendete appunti, tagliate pezzi di giornale... il dettaglio che vi farà scattare l'idea per il vostro nuovo progetto è li che aspetta solo di essere colto!

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
In questo momento i miei prodotti sono in vendita nel negozio Etsy www.ateliersettembre.etsy.com e li promuovo sui principali social come facebook, instagram e pinterest.
Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Lavorare come Graphic Designer mi ha dato la possibilità di aprire la mente verso le cose nuove, mi ha insegnato l'importanza della ricerca e dell'osservazione, mi ha aiutata a sviluppare il mio stile e di conseguenza ha influenzato ogni cosa che faccio.
Inoltre avere a disposizione uno spazio interamente dedicato ad Atelier Settembre mi ha permesso di lavorare a questo progetto ogni momento libero e ispirato.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Sicuramente mi piacerebbe avere più tempo da dedicare ad Atelier Settembre, creare nuovi prodotti e riuscire ad avere più canali di vendita e promozione. Vorrei anche viaggiare di più per cercare nuovi tessuti ma soprattutto idee.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
L'artigianato è un'attività lavorativa importante perché oltre alla produzione di oggetti fatti a mano mette al centro le persone: i produttori che ci mettono la loro creatività, pazienza, passione e tempo, donando un pezzetto della loro vita, ma anche gli acquirenti che possono sentirsi ascoltati nelle loro esigenze.
La cosa più bella infatti è il poter personalizzare, collaborando con il cliente per creare qualcosa di unico. La sensazione di aver dato un piccolo momento di felicità a una persona è una delle cose che da più soddisfazione in assoluto.


Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vendere handmade è una grande opportunità per il futuro senza dimenticare la nostra tradizione, grazie alle nuove tecnologie si può arrivare in tutto il mondo per far conoscere il nostro “saper fare”, inoltre fa acquisire competenze giorno dopo giorno che si possono sfruttare per reinventarsi continuamente.
Acquistare handmade invece è sempre una scoperta, si parte cercando un oggetto e ci si ritrova coinvolti dalle storie e dal pensiero dell'artigiano, ci si rende conto della passione che è stata messa nel fare quell'oggetto e inevitabilmente ci si innamora di tutto questo.


Ragazzi ci vediamo il mese prossimo. Giugno è l'inizio dell'estate vera e propria, fine della scuola e inizio delle vacanze per i ragazzi. La nostra prossima intervista secondo noi vi porterà in questo meraviglioso mondo estivo, con la brezza che entra dalle finestre piene di sole. Curiosi?

Fashion Revolution Week 2017

Dal 24 al 30 Aprile 2017 si svolgerà la Fashion Revolution Week. Se ti stai chiedendo cos'è, forse dovresti cambiare domanda e chiederti CHI è?

La fashion revolution siamo noi: persone che indossiamo capi di abbigliamento, persone che realizziamo capi d'abbigliamento, siamo noi amanti della moda, siamo noi cittadini.
Allora perché celebrare questa settimana? Perché crediamo nell'etica della moda, fondata sul rispetto e la valorizzazione del lavoro, delle persone, dell'ambiente e della creatività, perché crediamo nelle scelte consapevoli anche in campo di industria tessile.

Fare una scelta consapevole significa avere la percezione e la conoscenza non solo di quello che si compra, ma anche di quello che c'è dietro al prodotto che decidi di mettere nel tuo carrello, virtuale o fisico che sia!

WHO MADE YOUR CLOTHES?
E' la domanda che dovresti sempre farti: chi mette testa e mani nelle cose che indossi? Cosa/chi utilizza o quale metodo adotta per produrlo?
http://fashionrevolution.org/


La Fashion Revolution Week è la campagna di Aprile, che cade esattamente nell'anniversario del crollo dell'edificio di Rana Plaza, che ospitava anche industrie tessili e che uccise 1138 e provocò altrettanti feriti, solo perché venne loro ordinato di tornare a lavoro nonostante ci fosse un chiaro avviso di non utilizzo della struttura.

Come partecipare?
In questa settimana pubblica i capi di abbigliamento che possiedi mostrando l'etichetta con l'hashtag #whomademyclothes. Allo stesso modo cercando l'hashtag #imadeyourclothes potrai trovare un sacco di artigiani che mettono la faccia in quello che realizzano per te!

Join the Revolution e passa dalla parte etica della moda!
Per saperne di più visita il sito: http://fashionrevolution.org

Atelier10 partecipa e sostiene #imadeyourclothes, clicca sulle foto dei nostri designer per accedere direttamente agli Shop Online.
ateliersettembre.etsy.com
robedalez.etsy.com
aliquid.etsy.com
LindaNera.etsy.com
ScoccaPapillon.etsy.com
JoHandmadeDesign.etsy.com
CrastyCraft.etsy.com
ClaudiaNanniFineArt.etsy.com
Luthopika.etsy.com