La sostenibile leggerezza della primavera


Nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola, gelsomino, viperina azzurra, camomilla, giacinto, rosa, pervinca, anemone, garofano... sono solo alcuni dei dettagli naturalistici identificati da studiosi di botanica tra le circa cinquecento specie vegetali dipinte a tempera da Botticelli nella sua "Primavera" (1481-1482, Galleria degli Uffizi, Firenze).
Non c'è dubbio che i fiori siano l'emblema della bellezza di questa stagione.

Gemme, boccioli, profumi e tonalità: una esplosione di vitalità che si risveglia anche su stoffe e tessuti, leggeri e colorati, come quelli scelti da Erika, designer di Pretty in Mad un piccolo laboratorio sartoriale ostinatamente e orgogliosamente indipendente.

Gladioli gialli o fucsia su fondi scuri, mix floreali come ricami di cotone a rilievo su tessuto jeans leggerissimo, margherite bianche rosse e oro... è il bloom boom da cogliere al volo nel suo shop on-line, dedicato ad abbigliamento e accessori fatti a mano, in Italia.



La primavera si manifesta con profumi di fresco e di buono, fragranze delicate di accordi floreali e un po' di luce in più: è il momento di avvicinarci fisicamente alla natura dolce e sgargiante ricercando una connessione più profonda con il mondo vegetale, come ha fatto Gaia studentessa all'Accademia di Belle arti di Venezia e designer di GEAtelier, installando il suo laboratorio all’interno di una vecchia roulotte ferma in mezzo a un campo. 

Gaia, in concerto con la natura, realizza maglie, accessori e biancheria per la casa con tecniche di stampa vegetale e tintura naturale utilizzando forme e colori di foglie, fiori e bacche. Foglie di quercia, rovo selvatico, albero della nebbia, rose, bacche di edera, margherita dei tintori rilasciano i propri pigmenti (e profumi?) sui tessuti in cotone naturale, imprimendo forme organiche delicate e imperfette dallo straordinario potenziale poetico, espressione di una sensibilità estetica e compositiva che solo la natura può ispirare.

Ogni primavera è un capolavoro della natura e rappresenta una buona occasione per godere della bellezza del mondo, colorato però di un verde sempre più incerto. Un Pianeta che condividiamo, usando le parole di Marguerite Yourcenar, "con i fiori, con gli insetti e con gli astri", su cui vale la pena camminare in punta di piedi, con più leggerezza e consapevolezza.
Riscaldamento globale, inquinamento, esaurimento delle risorse: gli esperti avvisano che tra poco i mutamenti sul nostro Pianeta saranno irreversibili (leggi il documento sottoscritto da 15.000 scienziati - fonte Repubblica.it).
Per cambiare direzione, oltre all'azione politica è necessario sincronizzare i comportamenti individuali, trasformandoci da consumatori distratti a costruttori di futuro: piccoli passi come non sprecare o consumare consapevolmente orientando i nostri acquisti verso piccole aziende con un cuore "etico", possono ancora fare la differenza.

Per esempio Par.co Denim, un'azienda bergamasca che disegna e produce abbigliamento denim sostenibile a filiera corta. I pantaloni sono tagliati e cuciti da artigiani italiani con tre generazioni di esperienza nella confezione di capi denim. La scelta di fibre naturali, organiche e innovative combinata con importanti cambiamenti nella catena di produzione, ha ridotto significativamente il consumo di acqua e rimosso sostanze chimiche pericolose per l'ambiente e per la salute delle persone. Lavaggi e trattamenti sono fatti con ghiaccio, resine vegetali e con Eco-aging, il metodo naturale e 100% biodegradabile che permette di sostituire le "sabbiature" con un composto vegetale eco-sostenibile. Perfino bottoni e rivetti sono nickel-free!


Bisogna fare qualcosa / Make something è la call to action del movimento voluto da Greenpeace di persone che scelgono di fare, creare, riciclare, condividere, scambiare, riparare anziché comprare in modo compulsivo.
Sul sito ufficiale (www.makesmthng.org) si può organizzare o partecipare ad eventi pubblici o condividere idee postando immagini di proprie creazioni sui profili social adottando l'hashtag #mksmthng e #makesomething.

Fa parte di questa preziosa community, Elisabetta Thu Trinh a.k.a BettyConcept, una designer di Brescia che crea abiti fatti a mano e su misura mescolando bellezza e funzionalità, ispirata dalla propria cultura italo-vietnamita.
Le sue collezioni di abbigliamento reversibile dal concetto origami prendono forma attraverso il taglio e il colore di un mix di diversi tessuti e rappresentano un elogio all’unicità di chi li veste. "L’abito conta solo se lo indossi tu con la tua personalità" è il concept di Betty, un'artigiana che crea abiti per le persone.

Molte storie di buone pratiche sono raccontate sull'Atlante di Economia Circolare (www.economiacircolare.com), una piattaforma web che raccoglie esperienze di imprese virtuose che investono sulla riduzione di sprechi rifiuti e sul riutilizzo delle materie prime recuperate.

Realtà belle come Armadio Verde, la prima community on-line nata per lo scambio di vestiti usati 0-16 anni (armadioverde.it), la start-up agricola Funghi Espresso che utilizza i fondi di caffè per coltivare funghi (sul sito si può trovare il kit per la coltivazione domestica www.funghiespresso.com), K-Alma il progetto di falegnameria sociale (www.k-alma.eu), Orange Fiber il brand che ha prodotto il primo tessuto sostenibile da agrumi al mondo (orangefiber.it/fabrics) o ancora il Comitato Bollait – Gente della Lana che nasce nel 2016 in Valle dei Mocheni/Bersntol in Trentino ad opera di un gruppo di donne artigiane. Il loro scopo è quello di utilizzare la lana delle pecore locali destinata altrimenti ad essere per lo più smaltita come rifiuto speciale, per realizzare prodotti artigianali 100% hand made: trapunte imbottite, cuscini e materassi alternativi a quelli fatti con i derivati del petrolio.



Selezione curata per Atelier10 da Simona di www.fishandcheap.it.

Simona è una libera professionista graphic designer, ambientalista, amante della natura, degli animali, delle risate e delle cose belle. La sua passione per il mondo dell'infanzia e dei paper toys nasce da una lunga esperienza professionale avuta con la struttura RAITRE Bambini e Ragazzi.

Dietro le quinte di Atelier10 - Susana Teixeira di Susana Teixeira Jewelry

Oggi vi porteremo in un mondo di pura e sublime eleganza. Staremmo ore a guardare la nostra Susana lavorare, con meticolosità, passione e tanto mestiere. Aprite tutti i sensi e immergetevi nel mondo di Susana Teixeira Jewelry.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Susana e sono la designer e artigiana di Susana Teixeira Jewelry. Tutti i miei gioielli sono progettati e realizzati a mano da me. Abito a Bolzano, ma sono spesso in giro tra Italia e Portogallo. Le mie radici atlantiche mi portano volentieri vicino l’oceano.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho iniziato prima di aver deciso di iniziare :) da sempre sono stata colpita del lavoro manuale e mi è piaciuto realizzare oggetti di piccole dimensioni. Si può dire che la passione per la tecnica minuziosa dell’oreficeria era latente. L'oreficeria non è la mia prima avventura nel mondo del lavoro. Sono laureata in matematica e sono stata insegnante per dieci anni. In parallelo a questo lavoro ho studiato oreficeria e ho approfondito alcune tecniche che mi interessano particolarmente: la filigrana e la modellazione della cera per creare gioielli (si dice modellazione, moderazione è quello che fa il moderatore di una conferenza). Ma la passione per il design e l’artigianato ha vinto sul piacere di insegnare e negli ultimi anni, mi sono dedicata esclusivamente alla oreficeria.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Il mio sguardo matematico si riflette molto nel design dei miei pezzi. Direi che è la mia principale ispirazione.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Oltre alle tecniche tradizionali di oreficeria, come la filigrana e la fusione a cera persa, uso anche il design e la stampa 3D. Mi piace abbinare quello che di meglio offre la tradizione e la tecnica.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Spesso uso la modellazione della cera come processo creativo. Questo non vuol dire che la cera persa sia il metodo più adatto per finire il gioiello, però la cera mi permette di lavorare liberamente, senza le limitazioni che la lavorazione del metallo impone.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Vendo le mie collezioni su internet, attraverso il mio sito personale Etsy, e anche in negozi fisici in Portogallo, Spagna e Italia. Presento regolarmente le mie creazioni in fiere professionali del settore orafo e in piccole mostre di arte e design. 

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sicuramente sì. Il mio trasloco in Italia, alcuni anni fa, è stato il momento decisivo in cui mi sono dedicata esclusivamente alla gioielleria. Gli anni precedenti sono stati basilari, perché, parallelamente all’insegnamento, ho avuto la possibilità di esporre le mie creazioni in gallerie e mettermi in contatto con altri creativi. Questo background mi ha permesso di affrontare la sfida di cambiar lavoro.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

I miei obiettivi per il futuro sono continuare a creare e produrre le mie collezioni e avvicinarmi sempre di più a un pubblico internazionale. Nel prossimo mese uscirà la mia nuova collezione GRAFO, nella quale userò delle pietre e nuove texture del metallo. Parallelamente ai miei progetti personali continuerò a svolgere progetti di oreficeria con altri brand.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Il significato di handmade è cambiato negli ultimi tempi. Se prima si intendeva handmade come ‘esclusivamente fatto a mano’, oggi si tende ad accettare che una parte della realizzazione di un oggetto handmade sia ottenuta attraverso procedimenti tecnologici. In particolare nella gioielleria, la stampa 3D permette all’artigiano di arrivare a livelli di dettaglio più elevati senza però che si perda la manualità nel montaggio di un gioiello, nelle testure e nelle finiture. 

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Significa acquistare qualcosa di unico, prodotto in piccola scala. Nel caso dei miei gioielli, significa comprare un oggetto creato e realizzato da me, dove il concetto della collezione ha una grande importanza.

Sito personale: www.susanateixeira.pt

Atelier10 Cover Products - 2018 January



Nel bel mezzo dell'inverno, lontani delle festività, vogliamo darvi un assaggio di qualche prodotto il linea con il Pantone 2018 Ultra Violet. Non vi mostreremo dei prodotti perfettamente aderenti a quel colore ma un bouquet di sfumature.
Buoni acquisti con Atelier10!!


Ceramic collier by Chabu Creations



Dachshund pillows by It's Time To Dream



Purple ruby stud earrings by Steamy Lab


Shark sweatshirt by twopointscouture


Un'avventura chiamata Etsy Made In Italy

Ciao a tutti, sono Virginia. Sono nata e cresciuta a Firenze ma da quattro anni vivo a Londra. Tre anni fa ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alla mia passione del far ceramica al tornio, ed ho aperto il mio negozio Etsy col nome di viCermics.

In questi ultimi anni ho partecipato come venditrice a diversi mercati, fra cui alcuni Etsy Made Local fatti a Londra, e sono rimasta entusiasta soprattutto da questi ultimi: tanti visitatori, tante vendite, e nuove amicizie create sul posto con i venditori vicini. Sono state ottime occasioni per mettersi alla prova, per confrontarsi con la realtà, per vedere cosa piace e cosa invece purtroppo non funziona, per conoscere di persona il tuo pubblico e target; per incontrare altri artisti e artigiani, confrontare e condividere esperienze passate e progetti futuri, ricevere e dare consigli, rendersi conto che siamo tutti compagni in quest' avventura.
Per me partecipare a mercati è stata un'esperienza fondamentale che mi ha fatto crescere ed aiutato ad acquisire più confidenza. Detto questo, la strada davanti è sempre lunga e in salita, a ogni evento imparo qualcosa o ricordo cose che avevo finito col dare per scontato.



Quest'anno 2017 per la prima volta Etsy ha proposto di organizzare gli eventi Etsy Made Local in periodo natalizio anche in Italia, ed io mi sono candidata come organizzatrice per la città di Firenze insieme a mia sorella Giorgia che abita proprio in questa splendida città. Sapevo in prima persona quanto successo questi design market hanno avuto a Londra e volevo aiutare a farli accadere anche in Italia! 

Quel che molte persone non sanno è che questi eventi sono organizzati da volontari che non vengono pagati, organizzano tutto col proprio tempo libero e impegno.
Sapevamo che gestire Etsy Made Local ci avrebbe richiesto tanta preparazione, tanto tempo e lavoro di coordinazione.. ore e ore su Skype. Nonostante non siamo riuscite a trovare nessun altro volontario che ci aiutasse nell'organizzazione abbiamo deciso di provare ugualmente.
Il primo passo è stato quello di trovare una location per l'evento: siamo partite prendendo in considerazione luoghi che ci erano familiari e subito abbiamo pensato alla piccola Galleria dell'Associazione Culturale Zaffera situata nel centro storico di Firenze. Sia io sia Giorgia siamo membri dell'Associazione e sapevamo che l'affitto sarebbe stato abbordabile, che il locale è a 5 minuti di cammino dalla stazione, e che sarebbe stato libero per la data dell'evento. Anche con questa piccola sicurezza alle spalle, i dubbi e le incertezze sono state tante: lo spazio è piccolo, sarà troppo piccolo? Quante persone verranno?
Guidate da queste domande abbiamo cercato locations alternative, ma Firenze non è una città grande e i locali spaziosi erano già prenotati per quella data, o costosi da affittare, o lontani dal centro o difficili da raggiungere. Non sapevamo se l'evento avrebbe avuto successo e quanta affluenza di persone ci sarebbe stata. Sapevamo che uno spazio grande sarebbe stato meglio, ma è stato difficile da trovare. Così alla fine ci siamo trovate davanti alla scelta: proviamo a farlo in piccolo o ci arrendiamo? E abbiamo deciso di farlo comunque! Ci siamo dette che farlo in piccolo quest'anno sarebbe stata una prova, un inizio. Se Etsy Made Local avesse avuto successo l'anno prossimo avremmo potuto farlo in grande!

Abbiamo scritto il bando ed entro la data di scadenza abbiamo ricevuto più di 80 candidature, ma dato lo spazio limitato della nostra location ne abbiamo potuti selezionare solo 22, fra cui anche Origamare di Kumi Suzuki che ha offerto workshop di origami durante tutto l'arco dell'evento. Far la selezione ci ha richiesto molto tempo, molte liste e non è stato facile. La parte più difficile è stata dover escludere tanti artigiani Etsy, ma abbiamo provato a scegliere rappresentanti per ogni categoria.

Durante le settimane precedenti ad Etsy Made Local abbiamo fatto tanta pubblicità online: abbiamo creato l'evento Facebook e presentato volta per volta tutti i nostri venditori Etsy selezionati e le loro creazioni. Far pubblicità è stato uno dei lavori più importanti e ha funzionato grazie al lavoro di squadra: tutti loro hanno condiviso i post, invitato amici, scritto articoli sui loro siti e blog. Anche Etsy ci ha aiutato a far pubblicità su Facebook, con il comunicato stampa, con articoli online, e con un messaggio radiofonico.

Il nostro Etsy Made in Firenze si è svolto solo nell'arco di una giornata, Domenica 3 Dicembre ed io sono partita da Londra Sabato 2 pomeriggio, lasciando il mio ragazzo ad imballare le mie ceramiche (santo!) ed a smontare la mia postazione ad uno degli Etsy Made Local di Londra. 
Non appena arrivata a Firenze, con mia sorella Giorgia siamo andate nella piccola location per finire gli ultimi dettagli, attaccare le decorazioni e sistemare le postazioni. Grazie a Giorgia - nonostante un inaspettato infortunio alla caviglia! - il grosso della preparazione era già stato fatto, e i tavoli ed i gazebi erano già montati. Nonostante questo, siamo andate a dormire alle 4 di mattina e ci siamo alzate alle 6. Per via dell'emozione e dei tanti pensieri che continuavano ad occuparmi la mente, non sono però riuscita a prender sonno. L'energia comunque non mi è mancata la mattina del giorno dopo: c'era tanto da fare, abbiamo corso tutto il tempo ed eravamo piene di entusiasmo ed adrenalina! La stanchezza è arrivata poi tutta insieme verso fine giornata.

Come prima cosa io e Giorgia siamo andate a conoscere di persona tutti i venditori, durante l'arco della giornata abbiamo fatto del nostro meglio andando a giro ad aiutare o risolvere varie piccole inaspettate difficoltà e per riscaldarli un pochino gli abbiamo offerto tazze di tea caldo.

Già prima dell'apertura c'erano persone ad aspettare fuori, per tutta la durata dell'evento - dalle 11:00 alle 17:00 - c'è stato un continuo flusso di visitatori che ha rallentato un pochino solo durante l'ora di pranzo. I nostri venditori Etsy non hanno avuto un'attimo di tregua, l'evento sotto questo punto di vista è stato un successo! La piccola Galleria è stata affollata per la maggior parte del tempo e anche per noi andare da un'estremità all'altra è stata ogni volta un'avventura. Sappiamo bene che lo spazio è stato troppo piccolo e ci scusiamo, ma vogliamo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno partecipato e sono venuti a trovarci, che hanno mostrato il loro supporto, che nonostante la folla sono rimasti ed hanno aspettato pazientemente il loro turno. Grazie! Questo primo piccolo Etsy Made in Firenze è stata una prova e abbiamo fatto tanti errori lungo il cammino, ma stiamo imparando e grazie al vostro supporto il prossimo anno faremo di tutto per offrirvi uno spazio ancora più bello.

Alla domanda: Organizzeresti ancora un'evento simile? Rispondo: Si certo! Sia io che Giorgia siamo entusiaste, grazie a quest'esperienza abbiamo avuto l'opportunità di imparare dai nostri sbagli, proveremo a trovare uno spazio più grande ed adatto in tempo e più volontari per aiutare nell'organizzazione.

Non ho partecipato come venditrice a questo primo Etsy Made in Italy, ma non c'è niente che mi renda più felice del fatto di esser riusciti ad organizzarlo! L'esperienza è stata impegnativa e difficile  ma ci ha lasciato soprattutto un'enorme soddisfazione e tanta gioia. Noi sorelle ci sentiamo arricchite grazie alle prove superate ed alle amicizie nate con i nostri artigiani Etsy. Prima di quest'avventura non conoscevo altri artigiani Etsy di Firenze e dintorni - ed Italia in generale- ma lungo la strada mi sono subito resa conto della ricchezza, della qualità e dell'unicità che viene offerta! Sono rimasta colpita dal talento di tutti coloro con cui sono entrata a contatto e inaspettatamente colpita dall'attenzione alla sostenibilità e all'aspetto naturale di molte creazioni.

Ecco qualcuno degli artigiani che abbiamo incontrato a quest'evento.


Vai verde, indossa perline di carta!

Avete mai sentito parlare di perline di carta? Ci aiutano a portare avanti un certo modo di vivere, a fare una scelta sostenibile e a basso impatto ambientale. Carmen con le sue eleganti e preziose creazioni chiamate Chiramò Jewelry, dona rinnovata bellezza alla carta di scarto.



Riscoprire il lento e dolce ritmo della tintura naturale

Con Pandora Creazioni Artigianali possiamo riscoprire il lento e dolce ritmo della tintura naturale: cotone, lana e tessuti sono tinti a mano con cipolle, avocado, robbia, radici..

Nel realizzare le sue bambole, i pupazzi, e i vari accessori, Valentina cura ogni passaggio del processo creativo, dalla scelta della materia prima alla ricerca delle piante per la tintura naturale, dalla realizzazione dei timbri intagliati a mano e dei telai serigrafici alla decorazione e la stampa. Lungo tutto il percorso l'attenzione è rivolta alla ricerca di materiali naturali, ecologici e rispettosi dell'ambiente con l'obiettivo di realizzare oggetti unici e originali ma anche semplici, eco-friendly e destinati a durare nel tempo.


Coccole di cotone per mamme & bambini!

Avete mai sentito parlare delle collane d'allattamento? Sono collane che aiutano il neonato a concentrarsi sulla poppata (evitando così alla mamma pizzicotti e tirate di capelli), stimolano la sua curiosità e lo aiutano a sviluppare le capacità motorie. 

Francesca le realizza con legno e cotone lavorato all'uncinetto, anche in versione eco - con un cotone riciclato e certificato dai colori tenui e naturali, che richiamano autenticità e purezza. Oltre alle colorate collane da allattamento, nelle collezioni di Ichigo Creations possiamo trovare anche simpatici anelli da dentizione, porta ciuccio, morbidi pupazzi, e divertenti giocattoli realizzati solo puro cotone accuratamente selezionato e legno naturale non trattato nel rispetto dell'ambiente e della salute dei più piccoli.









Dietro le quinte di Atelier10 - Francesca Genetti di MosMea

Buon anno a tutti, benvenuti nel 2018. Ormai tutti siamo più che tornati alle nostre attività quotidiane ed anche noi di Atelier10 non facciamo eccezione. Iniziamo l'anno con un'intervista speciale, dedicata ad una delle artiste del nostro team che si è sempre distinta per bravuta ed originalità. Molti di voi di certo già la conosceranno ma siamo certi che vi piacerà molto fare un viaggio nel mondo di MosMea.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Francesca, sono la mente creativa e le mani in movimento dietro le quinte di MosMea, un piccolissimo laboratorio artigianale ma un grande sogno di vita. Realizzo animali in stoffa da collezione, dipingendo e ricamando il tessuto, piccoli oggetti unici per chi ama la natura, i sogni e le favole.
Vivo in Trentino, nel centro di Rovereto sola con il mio cane, in una vecchia casa che amo, a una decina di minuti dal bosco.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
MosMea è uno spazio fisico, ma anche un angolo del mio cuore, nato con questo nome quasi una quindicina di anni fa. Di fatto è un contenitore creativo che mi segue da sempre anche se solo dal 2007 è diventato il mio lavoro a tempo pieno.
Il “creare con le mani” è una voglia e allo stesso tempo una necessità che sento da quando ho memoria e che per molti anni durante l'infanzia si è felicemente confusa con il gioco. Con il passare degli anni sono cambiate molte cose ma mi è sempre rimasta quella forte necessità di muovere le mani dando libero sfogo alla mente per raggiungere una serenità interiore che sì, ricorda in un certo senso quella del gioco infantile.
Per molto tempo non ho lontanamente pensato che tutto ciò potesse diventare un giorno il mio lavoro: ho una formazione poco affine all'idea di creatività (sono laureata in economia e commercio) e per alcuni anni ho lavorato come analista finanziaria. Quando la pressione del quotidiano, degli impegni e del lavoro è diventata tale da togliermi il tempo per sfogare la mia creatività attraverso un qualsiasi hobby manuale, ho iniziato a sentire una sorta di disagio interiore che in poco tempo mi ha portato a licenziarmi e iniziare questa nuova avventura: con un po' di fortuna e tanta incoscienza ho organizzato e aperto il mio piccolo laboratorio artigianale in cui nel corso degli anni mi sono cimentata in diverse attività creative (dalla pelletteria, al ricamo, la stampa, la sartoria…)

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Da sempre mi pare che ogni creazione sia spunto creativo per quella successiva, in un continuo di tentativi, sperimentazioni tanti fallimenti e qualche soddisfazione. Penso che l'ispirazione sia strettamente legata alla curiosità: rimanere curiosi della vita, di chi e di ciò che ci circonda penso sia uno stato necessario per maturare nuove idee e ispirazioni. Amo molto alternarmi in momenti di ipersocialità in cui l'ispirazione può venire dal confronto con i pensieri e le esperienze di chiunque incroci la mia giornata, a momenti di profondo isolamento in cui mi ritrovo a passeggiare nel bosco, in silenzio con il mio cane per poi tornarmene in laboratorio con in testa un gran fermento creativo.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
I miei lavori recenti nascono grazie all'impiego di diverse tecniche: un ampio spazio è riservato al disegno su stoffa, abbinato a cucito e ricamo. Come materie prime impiego generalmente cotone naturale per la base del disegno e imbottitura di poliestre per la struttura interna. Ultimamente mi diverto sempre più a impiegare anche piccoli oggetti vintage di recupero (come vecchie sveglie, vecchie porcellane, ...) o piccoli elementi naturali (come rami, gusci, fiori...) per contestualizzare e creare dei dettagli narrativi ai miei personaggi.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Non so se questo posso definirlo un trucchetto del mestiere, sicuramente è un atteggiamento positivo che spesso mi aiuta in momenti di difficoltà creativa. Credo fermamente nella libertà di assecondarsi invece di forzarsi, a volte ci sono giornate in cui la creatività proprio non trova la giusta via per uscire: rischio di passare ore e ore a cercare la giusta ispirazione senza che questa arrivi. Ho capito che in questi casi serve molto di più staccare completamente da quello specifico lavoro, che rimanere del tempo ad arrovellarsi su di una soluzione che tarda a venire. Conviene mollare lì tutto, cambiare aria, prendere e andare a fare qualsiasi altra cosa possa essere piacevole e rigenerante per un paio d'ore. Al ritorno poi, in genere, la soluzione ai propri problemi, il flusso creativo o la giusta ispirazione si presentano in maniera molto più semplice e naturale, con il vantaggio di trovarsi rigenerati nella mente .

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Ho una strategia molto semplice e poco programmata: da sempre utilizzo internet come strumento di promozione, abbinato ai vari canali social ed ho un negozio on line su etsy. Sono molto pigra per quanto riguarda fiere ed esposizioni di creazioni fisiche dal vivo. In genere mi definisco mal organizzata per tutto ciò che riguarda la promozione delle mie creazioni: manco completamente di programmaticità e costanza, ma devo ammettere che ho inserito entrambe le voci nei buoni propositi per l'anno nuovo!

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sicuramente. Provengo da una famiglia in cui la creatività e l'arte hanno sempre avuto grande spazio. Da piccola sono stata educata a giocare più con la fantasia che con i giochi veri e propri, e penso che questo sia un primo importante stimolo per assecondare la creatività in un bambino. Crescendo ho imparato ad apprezzare il magnifico contesto naturale in cui vivo, lo splendore della natura che mi circonda, gli animali, i boschi e le montagne e tutte le piccole semplici cose che spesso sfuggono a sguardi frettolosi, non possono che influenzarmi positivamente ogni giorno.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vita privata e lavoro per me sono strettamente legati. Più che obiettivi, direi che ci sono degli stati mentali che mi auguro di mantenere nel tempo: continuare a fare ed amare ciò che mi piace, dimenticandomi con leggerezza anche del peso di certe aspettative e mantenendo sempre alti entusiasmo ed empatia per tutto ciò che mi circonda, lavoro compreso.
Poi certo, migliorare sulla mia totale disorganizzazione non sarebbe male ;-P

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Quando parlo di handmade mi piace posare l'accento sul rapporto che si può creare fra chi crea e chi compra. Mi capita molto spesso di lavorare su oggetti personalizzati: la personalizzazione di una creazione è una dimensione stimolante per entrambe le parti, per me che creo e non di rado trovo nelle richieste dei miei clienti nuovi spunti per lavori futuri e per chi ordina il prodotto che ha la possibilità di dare liberamente forma alle proprie idee. Non di rado poi si instaura un rapporto personale fra me e il cliente che non smette mai di emozionarmi. Ci sono clienti che a distanza di anni si ricordano di me tanto da mandarmi gli auguri a Natale o le cartoline dal mare. E quando succede sai che non parli più di clienti, ma di amici.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vivere vendendo handmade al giorno d'oggi è tanto un'utopia quanto una scelta di vita che rifarei ogni giorno. Acquistare handmade è un piccolo atto di dissenso contro la massificazione squilibrata del sistema economico globale che tutti noi dovremmo davvero imparare ad amare e a fare sempre più nel nostro quotidiano, non solo come buona abitudine ma sopratutto come gesto consapevole del fatto che è esercitando le proprie piccole scelte che i grandi (dis)equilibri iniziano a cambiare.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
Fare questo lavoro mi ha portato a conoscere tante, tantissime realtà simili alla mia anche se tutte diverse nella loro unicità: artigiani moderni che si sdoppiano fra bottega e internet, fra fiere espositive e blog promozionali, fra materie prime locali e vendite internazionali. Il supporto e il grande senso di comunione che si è creato con tanti, tantissimi altri artigiani in molti casi mi è stato davvero prezioso, non solo per lo stretto lavoro ma anche a livello umano e personale. Atelier 10 è uno di questi casi. Grazie A10! :-)

Sito personale: www.mosmea.com
Shop Online: www.mosmea.etsy.com

Speriamo che questo viaggio vi abbia appassionato tanto quanto noi. Grazie a Francesca per la sua disponibilità e vi aspettiamo per il prossimo "Dietro le quinte".