Dietro le quinte di Atelier10 - Francesca Genetti di MosMea

Buon anno a tutti, benvenuti nel 2018. Ormai tutti siamo più che tornati alle nostre attività quotidiane ed anche noi di Atelier10 non facciamo eccezione. Iniziamo l'anno con un'intervista speciale, dedicata ad una delle artiste del nostro team che si è sempre distinta per bravuta ed originalità. Molti di voi di certo già la conosceranno ma siamo certi che vi piacerà molto fare un viaggio nel mondo di MosMea.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Francesca, sono la mente creativa e le mani in movimento dietro le quinte di MosMea, un piccolissimo laboratorio artigianale ma un grande sogno di vita. Realizzo animali in stoffa da collezione, dipingendo e ricamando il tessuto, piccoli oggetti unici per chi ama la natura, i sogni e le favole.
Vivo in Trentino, nel centro di Rovereto sola con il mio cane, in una vecchia casa che amo, a una decina di minuti dal bosco.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
MosMea è uno spazio fisico, ma anche un angolo del mio cuore, nato con questo nome quasi una quindicina di anni fa. Di fatto è un contenitore creativo che mi segue da sempre anche se solo dal 2007 è diventato il mio lavoro a tempo pieno.
Il “creare con le mani” è una voglia e allo stesso tempo una necessità che sento da quando ho memoria e che per molti anni durante l'infanzia si è felicemente confusa con il gioco. Con il passare degli anni sono cambiate molte cose ma mi è sempre rimasta quella forte necessità di muovere le mani dando libero sfogo alla mente per raggiungere una serenità interiore che sì, ricorda in un certo senso quella del gioco infantile.
Per molto tempo non ho lontanamente pensato che tutto ciò potesse diventare un giorno il mio lavoro: ho una formazione poco affine all'idea di creatività (sono laureata in economia e commercio) e per alcuni anni ho lavorato come analista finanziaria. Quando la pressione del quotidiano, degli impegni e del lavoro è diventata tale da togliermi il tempo per sfogare la mia creatività attraverso un qualsiasi hobby manuale, ho iniziato a sentire una sorta di disagio interiore che in poco tempo mi ha portato a licenziarmi e iniziare questa nuova avventura: con un po' di fortuna e tanta incoscienza ho organizzato e aperto il mio piccolo laboratorio artigianale in cui nel corso degli anni mi sono cimentata in diverse attività creative (dalla pelletteria, al ricamo, la stampa, la sartoria…)

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Da sempre mi pare che ogni creazione sia spunto creativo per quella successiva, in un continuo di tentativi, sperimentazioni tanti fallimenti e qualche soddisfazione. Penso che l'ispirazione sia strettamente legata alla curiosità: rimanere curiosi della vita, di chi e di ciò che ci circonda penso sia uno stato necessario per maturare nuove idee e ispirazioni. Amo molto alternarmi in momenti di ipersocialità in cui l'ispirazione può venire dal confronto con i pensieri e le esperienze di chiunque incroci la mia giornata, a momenti di profondo isolamento in cui mi ritrovo a passeggiare nel bosco, in silenzio con il mio cane per poi tornarmene in laboratorio con in testa un gran fermento creativo.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
I miei lavori recenti nascono grazie all'impiego di diverse tecniche: un ampio spazio è riservato al disegno su stoffa, abbinato a cucito e ricamo. Come materie prime impiego generalmente cotone naturale per la base del disegno e imbottitura di poliestre per la struttura interna. Ultimamente mi diverto sempre più a impiegare anche piccoli oggetti vintage di recupero (come vecchie sveglie, vecchie porcellane, ...) o piccoli elementi naturali (come rami, gusci, fiori...) per contestualizzare e creare dei dettagli narrativi ai miei personaggi.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Non so se questo posso definirlo un trucchetto del mestiere, sicuramente è un atteggiamento positivo che spesso mi aiuta in momenti di difficoltà creativa. Credo fermamente nella libertà di assecondarsi invece di forzarsi, a volte ci sono giornate in cui la creatività proprio non trova la giusta via per uscire: rischio di passare ore e ore a cercare la giusta ispirazione senza che questa arrivi. Ho capito che in questi casi serve molto di più staccare completamente da quello specifico lavoro, che rimanere del tempo ad arrovellarsi su di una soluzione che tarda a venire. Conviene mollare lì tutto, cambiare aria, prendere e andare a fare qualsiasi altra cosa possa essere piacevole e rigenerante per un paio d'ore. Al ritorno poi, in genere, la soluzione ai propri problemi, il flusso creativo o la giusta ispirazione si presentano in maniera molto più semplice e naturale, con il vantaggio di trovarsi rigenerati nella mente .

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Ho una strategia molto semplice e poco programmata: da sempre utilizzo internet come strumento di promozione, abbinato ai vari canali social ed ho un negozio on line su etsy. Sono molto pigra per quanto riguarda fiere ed esposizioni di creazioni fisiche dal vivo. In genere mi definisco mal organizzata per tutto ciò che riguarda la promozione delle mie creazioni: manco completamente di programmaticità e costanza, ma devo ammettere che ho inserito entrambe le voci nei buoni propositi per l'anno nuovo!

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sicuramente. Provengo da una famiglia in cui la creatività e l'arte hanno sempre avuto grande spazio. Da piccola sono stata educata a giocare più con la fantasia che con i giochi veri e propri, e penso che questo sia un primo importante stimolo per assecondare la creatività in un bambino. Crescendo ho imparato ad apprezzare il magnifico contesto naturale in cui vivo, lo splendore della natura che mi circonda, gli animali, i boschi e le montagne e tutte le piccole semplici cose che spesso sfuggono a sguardi frettolosi, non possono che influenzarmi positivamente ogni giorno.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vita privata e lavoro per me sono strettamente legati. Più che obiettivi, direi che ci sono degli stati mentali che mi auguro di mantenere nel tempo: continuare a fare ed amare ciò che mi piace, dimenticandomi con leggerezza anche del peso di certe aspettative e mantenendo sempre alti entusiasmo ed empatia per tutto ciò che mi circonda, lavoro compreso.
Poi certo, migliorare sulla mia totale disorganizzazione non sarebbe male ;-P

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Quando parlo di handmade mi piace posare l'accento sul rapporto che si può creare fra chi crea e chi compra. Mi capita molto spesso di lavorare su oggetti personalizzati: la personalizzazione di una creazione è una dimensione stimolante per entrambe le parti, per me che creo e non di rado trovo nelle richieste dei miei clienti nuovi spunti per lavori futuri e per chi ordina il prodotto che ha la possibilità di dare liberamente forma alle proprie idee. Non di rado poi si instaura un rapporto personale fra me e il cliente che non smette mai di emozionarmi. Ci sono clienti che a distanza di anni si ricordano di me tanto da mandarmi gli auguri a Natale o le cartoline dal mare. E quando succede sai che non parli più di clienti, ma di amici.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vivere vendendo handmade al giorno d'oggi è tanto un'utopia quanto una scelta di vita che rifarei ogni giorno. Acquistare handmade è un piccolo atto di dissenso contro la massificazione squilibrata del sistema economico globale che tutti noi dovremmo davvero imparare ad amare e a fare sempre più nel nostro quotidiano, non solo come buona abitudine ma sopratutto come gesto consapevole del fatto che è esercitando le proprie piccole scelte che i grandi (dis)equilibri iniziano a cambiare.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
Fare questo lavoro mi ha portato a conoscere tante, tantissime realtà simili alla mia anche se tutte diverse nella loro unicità: artigiani moderni che si sdoppiano fra bottega e internet, fra fiere espositive e blog promozionali, fra materie prime locali e vendite internazionali. Il supporto e il grande senso di comunione che si è creato con tanti, tantissimi altri artigiani in molti casi mi è stato davvero prezioso, non solo per lo stretto lavoro ma anche a livello umano e personale. Atelier 10 è uno di questi casi. Grazie A10! :-)

Sito personale: www.mosmea.com
Shop Online: www.mosmea.etsy.com

Speriamo che questo viaggio vi abbia appassionato tanto quanto noi. Grazie a Francesca per la sua disponibilità e vi aspettiamo per il prossimo "Dietro le quinte".

La magia ritorna sempre… con stile!



Decorazioni, luci, sapori, odori, freddo, caldo… finalmente ci siamo, si avvicina il periodo più bello dell’anno e non me ne vogliano gli amanti dell’estate, ma l’inverno è unico e il Natale, con il suo potere dolce e aggregante, trasmette un entusiasmo, che in forme diverse, accompagna tutte le fasi della vita.
Passeggiare la sera per le vie del centro, infatti, ti fa capire come la magia abbia iniziato il suo fantastico processo di “allegro contagio”.
Una magia appunto, perché il Natale per me è questo. Un fantastico incantesimo che ogni anno si rinnova e ti fa tornare bambina/o. Una magia che avvolge chiunque rendendo speciale tutto. Siamo solo all’inizio del periodo natalizio, eppure ti accorgi di un cambiamento che avviene con velocità progressiva sia a livello urbano, sia a livello abitativo e commerciale…fino ad avvolgere ogni singola persona!



Un’atmosfera frizzante che leggi già da un pò sui volti dei bambini…Già, perché loro arrivano prima degli adulti alle cose belle e la felicità riescono a riconoscerla, viverla e manifestarla a 360°.

Il Natale è un periodo dell’anno che travolge e cambia l’aspetto delle cose che siamo abituati a vedere. Decorazioni e luminarie esaltano il bello delle nostre città, facendole apparire festanti. Le vetrine commerciali esaltano il gusto e la personale interpretazione del periodo con decorazioni a volte minimal, altre volte esuberanti ma sempre capaci di rapire l’attenzione e sottolineare la bellezza di un periodo magico.
Le nostre case, infine, sono il teatro “del fare”. Dal presepe, all’albero di Natale, dalle decorazioni da parete, all’addobbo della porta d’ingresso, dal bianco al rosso, dalla cannella all’omino biscottino, dall’anice stellato alla decorazione da tavolo, dalla ricerca di biglietti d’auguri originali al calendario dell’avvento. Grandi e piccoli uniscono le proprie idee per mettere su uno spettacolo divertente che cambierà il volto alle nostre case, donando un tocco decor allegro e… natalizio.


Ricordo da bambina la bellezza del periodo dell’Avvento e la gioia che accompagnava la scoperta del suo calendario. Ogni sera, a partire dai primi di dicembre, a turno con mia sorella aprivamo il sacchettino del calendario che con cura preparava mia nonna. Un calendario dell’avvento fatto a mano, perché il Natale è anche questo… tutti ci scopriamo in questi giorni dei bravissimi crafter.
Il calendario dell’Avvento che vi propongo è realizzato da The Rustic Country Home.
Gli altri contatti sono:
Facebook: www.fb.com/TheRusticCountryHome

Ma il Natale rappresenta anche l’inverno, il freddo fuori e il caldo dentro, le coccole sul divano magari coperti da una bellissima maglia gigante. Se siete amanti del divano, delle coccole e delle serie tv, vi suggerisco le calde e soffici coperte in lana merino di World of Yarn per un tocco di calore, colore, comodità e comfort.
Shop Etsy: WORLDOFYARNCo.etsy.com

Per chi ha voglia di non limitarsi nel decorare la propria casa, propongo degli stickers molto raffinati per decorare pareti e superfici verticali della casa. Gli stickers di Adnil Creations, in 25 splendidi colori da poter scegliere, possono essere applicati facilmente su pareti, vetri, specchi, piastrelle, metalli e materiali plastici…per rendere unici i nostri posti preferiti!
Shop Etsy: AdnilCreations.etsy.com
Facebook: www.fb.com/adnilcreations
Instagram: www.instagram.com/adnilcreations


...E per chi cerca delle alternative al solito abete, per cambiare o per esigenze di spazio, un’ottima idea decor è l’albero di Natale in legno di mare di H2Onde. Un’idea alternativa ed ecologica per decorare mensole, caminetti e pareti.
Shop Etsy: H2Onde.etsy.com
Facebook: www.fb.com/H2Onde
Instagram: www.instagram.com/h2onde


Ed infine una maniera davvero carina per il centro tavola del Natale, un modo elegante e in perfetto stile scandinavo. Un set di portacandele in legno massello intagliato a mano e lettere in rilievo realizzato da Atelier Isy. Un tocco decor originale che porta in casa qualcosa dell’atmosfera natalizia dei Paesi del Nord.
Shop Etsy: AtelierIsy.etsy.com
Facebook: www.fb.com/atelier.isy
Instagram: www.instagram.com/atelier_isy


Con questo articolo il gruppo di Atelier10 augura a tutti voi un Sereno Natale e Formidabile 2018.



Selezione curata per Atelier10 da Chiara di Kiaracrochet.

Chiara è architetto, crokettista, cuoca e mamma di due bellissimi bambini. Quotidianamente si occupa della crescita e del gioco dei suoi bambini e poi delle sue due attività, cioè arredare case e negozi con lo studio TEA+ che condivide con il marito Giuseppe e realizzare pupazzi ecologici e sicuri all’uncinetto per i più piccoli.


Dietro le quinte di Atelier10 - Carmelo Nicotra di Scocca Papillon

L'ultima intervista dedicata ad un membro di Atelier10 per il 2017 parla di un ragazzo che ha molta passione e cura per il suo lavoro. Vi porteremo in un viaggio ricco di eleganza, tradizione, cura del dettaglio e perchè no, successo. Siamo orgogliosi di presentarvi Carmelo e la sua storia: Scocca Papillon.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Carmelo, vivo in Sicilia a Favara (Ag).
Mi sono formato all’Accademia di Belle Arti di Palermo in Pittura, divido la mia vita tra l’attività di artista e dal 2012 insieme a mia madre, che è una sarta, ho fondato il progetto Scocca Papillon, con cui ci occupiamo principalmente di produrre papillon fatti a mano con tessuti nuovi e di recupero.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
La storia è nata un po’ per caso e per divertimento, come spesso accade.
Nel dicembre 2012, con due amici abbiamo organizzato una mostra mercato dedicata al vintage e all’handmade a Favara, all’interno di Farm Cultural Park, uno spazio culturale destinato alla promozione dell’arte e dell’architettura e alle nuove pratiche culturali, in cui si danno appuntamento tanti artisti e creativi di tutto il mondo.
In quell’occasione, con il coinvolgimento di mia madre, decisi di presentare la prima serie di papillon partendo dall’impiego di tessuti vintage, recuperati da un negozio di tessuti e tappezzerie chiuso da 20 anni, che erano destinati ad essere buttati via. Dopo l’inaspettato successo avuto a livello locale, ho deciso di ideare un marchio e ho iniziato a raffinare meglio il prodotto per promuoverlo tramite e-commerce; dopo un anno ho aperto il primo shop online e nel giro di due settimane ho avuto la prima vendita in Italia e la seconda a Rio de Janeiro e, da lì in poi, subito in tutto il mondo. Dopo qualche mese è arrivata un’inserzione su GQ UK, poi su Glamour UK e pubblicazioni su vari blog. Ci ha colto tutto all’improvviso, non mi aspettavo completamente tutta questa attenzione e mole di lavoro che da lì in poi ci avrebbe impiegato, ma siamo stati molto felici di sorprenderci ogni volta e continuare fino ad oggi ad innamorarci di questo lavoro.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Seguo con molto interesse dei siti e riviste di lifestyle internazionale, l’idea di iniziare a produrre i papillon è nata da lì, inoltre sono stato sempre affascinato dallo stile vintage, che mi ha ispirato la creazione di quest’accessorio desueto che all’improvviso è tornato ad essere di moda. Amo le vecchie botteghe di abbigliamento, quelle ormai rare e inconsapevoli di essere vintage, non riesco a passarci davanti senza entrare, in qualsiasi città mi trovo!
Per trovare i tessuti giro tra i mercatini e le botteghe, poi c’è una parte di tessuti recuperati dagli scarti di tappezzeria e altri nuovi tessuti con colori di tendenza che proponiamo soprattutto per il settore del wedding, che con il tempo si è molto affermato e per cui seguiamo con attenzione le nuove ispirazioni.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Ogni papillon viene cucito interamente a mano, utilizziamo vari tipi di tessuto, dal cotone al velluto, il laccetto del collo è in nastro grogrè ed è chiuso con dei gancetti in metallo. Il packaging e le etichette esterne sono in carta kraft riciclata al 100%, per mantenere il più possibile un prodotto ecologicamente sostenibile, e sono timbrati tutti a mano.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Come per molte altre creazioni artigianali, la cosa che per me deve caratterizzare un prodotto è la cura per i dettagli, nulla deve essere lasciato al caso. In ogni fase del progetto Scocca Papillon sono stato un po’ pignolo sin dall’inizio e ho sempre preteso molto per cercare di migliorarlo e raffinarlo. Ho cercato di capire quale potesse essere il mio target di clienti. Mi è stato utile osservare attentamente le eccellenze dello stesso settore e in generale della moda maschile, per poi naturalmente sviluppare una mia identità cercando di valorizzarla. Questo è quello che raccomando di fare.

Come e dove promuovi o esponi le tue creazioni?
Principalmente online, tramite e-commerce e vari canali social come Facebook, Instagram e Pinterest. Poi ho dei punti vendita in giro per l’Italia e qualcuno all’estero.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Assolutamente sì, l’ambiente sartoriale in cui sono cresciuto ha influenzato la mia passione per i tessuti e la moda, quindi mi ha portato ad avere una certa familiarità con determinati mezzi, anche se non avrei mai immaginato che potesse essere in futuro parte del mio lavoro.
Il contesto culturale in cui mi trovo attualmente qui in Sicilia e la passione in comune con degli amici mi ha spinto ad intraprendere delle iniziative legate alla promozione dell’artigianato, in questo modo ho avuto la possibilità di mostrare il mio prodotto ad un pubblico e ricevere un riscontro immediato: questo mi ha mosso a crederci da subito e a lanciarmi seriamente nella produzione.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
L’obiettivo costante è la ricerca di nuovi tessuti da scovare, poi sto lavorando alla stampa di alcuni pattern disegnati appositamente per Scocca da un designer e inoltre sto collaborando alla realizzazione di altri accessori coordinati.

Prova a spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
L’artigianato oggi è diventato sempre più raro negli oggetti che ci circondano, e il recupero degli usi e delle cose perdute mi affascina molto, per cui anche nel mio lavoro cerco di trasmettere questa essenza.
L’artigianato o handmadeè sinonimo di qualità nei materiali e di attenzione nelle finiture, oltre che di gusto molto spesso, che supera il concetto di standardizzazione cui siamo ormai abituati. Dietro ad un manufatto ci sono persone che lo pensano e lo realizzano con tanta fatica, quindi, decidere di acquistarlo è una scelta significativa che valorizza l’autenticità di un prodotto e soprattutto ci rende più consapevoli diquello che noi siamo e possediamo.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Quando ho iniziato a ragionare alla vendita del mio prodotto, ho pensato prima a come volessi ricevere io un oggetto, ci tenevo che si avvertissero l’amore e la cura di una cosa fatta a mano, per gli stessi motivi che ho spiegato nella risposta precedente.
Oggi significa anche supportare la creatività e un’idea, una visione innovativa del futuro.
Negli ultimi anni si è avvertito un ritorno all’artigianato, mi fa piacere che molti giovani riprendono dei mestieri manuali e tradizionali per svilupparli con un linguaggio innovativo e contemporaneo.
Per incentivare questo settore penso bisogna dare molto più spazio alla formazione e allo sviluppo giovanile, soprattutto nel nostro paese in cui il made in Italy ha fatto la storia,è importante portare avanti questi valori in modo da essere ancora una risorsa.


Per la prossima intervista dovrete aspettare fino al 2018, ma gli appuntamenti sul nostro blog non sono ancora finiti! A presto.

Atelier10 Cover Products - 2017 December


Siete pronti per scoprire chi sono i designer in evidenza nel banner natalizio di Atelier10?
Chi ci segue già li riconoscerà anche solo dalle immagini, ma forse c'è qualcosa di nuovo che non conoscete.



Chunky and oversized knitted scarf by CrastyCraft

Miniature Christmas House by Mammabook

Small notebook with hand printed cover by danillabag

Christmas wall decoration by nonsolonuvole
Buoni acquisti natalizi dai creativi di Atelier10!

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #13: Atelier10 presenta Oby's Handmade

Da pochi giorni si è svolto l'ultimo Handmakers' Brunch del 2017, curiosi di conoscere l'ultima creatrice dell'anno? Oggi vi prensentiamo Roberta e il suo mondo coloratissimo mondo: Oby's Handmade

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Roberta, sono nata a Torino quasi 40 anni fa, ho studiato architettura e dal 2007 vivo e lavoro all'estero. Dopo 6 anni in Spagna e la nascita della prima bimba ci siamo trasferiti in Austria (Innsbruck) dove la famiglia è cresciuta e ho iniziato a lavorare da casa. Da ragazzina dividevo le mie giornate tra gli allenamenti di atletica leggera, la costruzione di case in miniatura con i mitici fogli F4 e il disegno di veri e propri fumetti. Queste sono rimaste le mie 3 grandi passioni e, anche se in questo momento sport e architettura sono messe un po' in disparte, sono felice che la creatività abbia preso il sopravvento sulla mia quotidianità.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Mi ha sempre affascinato guardare le mie nonne cucire, lavorare a maglia o all' uncinetto e, anche se hanno provato ad insegnarmi, purtroppo non ho mai avuto la pazienza di fermarmi ad imparare. Tutto è cambiato nel momento in cui sono rimasta incinta della mia prima bimba, era il 2012 e vivevo a Siviglia. In Spagna non esiste la tradizione dei fiocchi nascita e, per evitare che qualche parente/amico italiano mi regalasse il classico fiocco tutto pizzi e merletti (a cui sono abbastanza allergica), ho deciso di farmelo io prendendo in mano per la prima volta in vita mia ago e filo! Entusiasta del risultato ho provato a creare piccoli personaggi in feltro per decorare la cameretta del mio bebè e da lì credo sia scoccata la scintilla per il feltro. Avevo trovato un modo per trasformare i miei disegni in oggetti reali e piano piano ho ripreso la matita in mano imparando a creare personaggi adatti al cucito, semplici, simpatici, colorati. Come spesso capita gli amici sono stati le cavie delle mie prime creazioni e, inaspettatamente, erano talmente entusiasti di questi miei regali "fatti a mano" da darmi l'idea ed il coraggio di iniziare questa attività! Nel 2014 ho aperto il mio negozio Etsy decidendo di dedicarmi esclusivamente a giostrine da culla, fiocchi nascita e name-banners.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Sinceramente non so da dove arrivino i miei disegni, mi sembra di averli da sempre nella testa ma sicuramente una grande fonte di ispirazione sono i tanti libri per bimbi che girano per casa! Spesso i suggerimenti e le idee dei clienti mi danno lo spunto per disegnare qualcosa di nuovo, qualcosa a cui non avevo proprio pensato; in questo caso eseguo una ricerca su internet studiando per esempio le espressioni, le posizioni e le forme di un certo animale, guardo foto, disegni e creazioni in feltro. Dopo aver fatto il pieno di immagini e idee lascio depositare il tutto per un paio di giorni e solitamente il disegno finale arriva di getto sul primo pezzo di carta che capita. Disegno molto piccolo quindi poi faccio una foto e riporto il disegno sul computer trasformandolo in disegno vettoriale. In questo modo il mio cartamodello può essere salvato, modificato e stampato della dimensione che mi serve.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
A breve termine vorrei riaprire il mio negozio online dedicando più tempo alle mie giostrine e alle tante idee che mi frullano per la testa. Mi piacerebbe inoltre partecipare a mercatini e fiere dell'artigianato e perché no, un giorno avere una bottega artigianale vera e propria, organizzare corsi e workshop per coinvolgere e trasmettere l'amore per la creatività a quante più persone possibile


Ringraziando Roberta per averti raccontato la sua storia, vi invitiamo a visitare i coloratissimi canali social di Oby's Handmade
Pinterest: it.pinterest.com/obyshandmade/

E il prossimo Handmakers' Brunch quando sarà?