Dietro le quinte di Atelier10 - Silvia Nava di It's Time To Dream

Presentata come Silvia forse dirà poco a qualcuno, ma se la chiamiamo Delfina allora siamo certi che qualcuno di voi inizierà a capire chi è la persona che andremo ad intervistare oggi. Lei è la ragazza dei cuscini, che da qualche anno ormai fa parte del gruppo di Atelier 10. Ecco a voi Delfina di It's Time To Dream.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Ciao a tutti io sono Silvia, ma in tanti mi conoscono come Delfina, un soprannome che mi accompagna da quando sono piccola. Abito in provincia di Bergamo e mi occupo principalmente di sviluppo software, la mia occupazione principale, molto distante da quello che poi faccio nel mio tempo libero. Anzi, per essere precisa nelle serate post ufficio.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Sono capitata nel mondo dell'handmade per caso, frase che fa sempre un certo effetto ma che non è affatto un modo di dire. Con la scusa di creare un regalo di Natale speciale io e il mio compagno ci siamo avventurati nella creazione di una coppia di cuscini che raffigurava un bassotto. Gli ostacoli sono stati innumerevoli per due che non si erano mai seduti davanti ad una macchina da cucire ma il risultato è stato sorprendente: avevamo tra le mani quello che poi sarebbe diventato uno dei prodotti di punta di It's Time To Dream. Il passo successivo non è stato affatto calcolato, da quel primo prodotto sono nate tante altre richieste di chi lo voleva in diversi colori o con ritratti differenti. Da lì il passo ad aprire senza pensarci uno shop online su Etsy è stato del tutto naturale ma altrettanto incosciente. Dal primo di gennaio 2012 It's Time To Dream accompagna le nostre serate di produzione di cuscini a lume di candela.
 

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
L'ispirazione arriva da quello che si ha attorno, da idee che non si capisce come si materializzano in testa come fotografie, io devo per forza appuntarmele da qualche parte prima di dimenticarmene. Succede ogni tanto che mi fermi a pensare con un tazza di tè caldo in mano e lo sguardo perso nel vuoto e mi sento dire "Si sente il rumore delle rotelle fino a qui". Poi ci sono i miei favolosi clienti e che mi sfidano con qualche proposta inedita che a volte si concretizza in un nuovo prodotto. La linea legata alla parola dell'anno è stata proprio concepita dopo un input di qualche ragazza che cercava un modo diverso di visualizzare la sua parola guida dell'anno. Un cuscino si può prendere a pugni senza problemi nei momenti di sconforto creativo ;)
In passato realizzavo oltre ai cuscini anche dei mobile di carta, ora non ne realizzo più, ma in quel momento era molto rilassante e devo molto a quella linea di farfalle di carta bianca. L'ispirazione va e viene, ma anche se i progetti non avranno lunga vita è sempre bello lasciarsi attraversare dalla bellezza.
Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Io non uso tecniche particolari. La cosa che per me è fondamentale è la qualità dei tessuti. Sia per i cuscini con le scritte dipinte a mano sia per quelli che raffigurano animali il focus deve sempre essere la qualità della stoffa. Se non c'è quella il prodotto non ha motivo di esistere.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Se la stoffa è di alta qualità la casalinga più sfegatata laverà i prodotti in lavatrice e questi usciranno con la stessa forma e dimensione di come sono entrati. Vi assicuro che questo non succede con cuscini di note marche d'arredamento!
 
Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Come tutti i creativi anche io devo essere presente su molti canali. Il mio shop ovviamente lo trovate sul portale di Etsy. Poi, soprattutto nel periodo invernale, capita di fare qualche design market e promuovere e produrre i miei prodotti live. Quest'anno parteciperò ad un evento promosso da Etsy nella città di Brescia. Non vedo l'ora perchè amo tantissimo incontrare le persone.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sì e no. Sì perchè tutto è partito dall'ambito della famiglia, no perchè le ispirazioni si possono prendere ovunque, soprattutto durante viaggi o nuove esperienze. Non è difficile immaginare un mio laboratorio (cosa che nemmeno ho ora in realtà) in una nuova città calda e piena di sole.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Continuare a divertirmi, far sorridere le persone, continuare ad investire nuove energie in questo progetto che è come se fosse una mia seconda vita. Diamo tempo al tempo, chissà quale sorpresa mi riserverà il futuro!!
Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Per me l'artigianato è una continua scoperta. Ricorrono spesso le parole unicità, cura per i dettagli, amore per il lavoro fatto a mano: il fatto che ricorrano spesso non deve far si che perdano di potenza e importanza. L'artigianato è un modo che deve essere preservato e valorizzato, un modo nel quale molte persone investono e ne fanno un vero e proprio mestiere. Bisogna lasciarsi conquistare dalle persone, dalle storie e dai prodotti, avere una mente aperta e lasciare che la bellezza entrai a far parte del nostro quotidiano.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Bisogna innamorarsi di chi crede nella sua arte e la porta vanti con tanta determinazione, perché acquistando un prodotto artigianale si comprano tante ore di lavoro e progettazione, ore ad inventarsi fotografi, grafici, commerciali, contabili. Comprando dei prodotti fatti a mano si riconosce il lavoro di una persona che crede in se stesso tanto da andare contro tutti che non può fare a meno di portare bellezza nel mondo. E alla bellezza non si può dire no!
 
Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
Quello per cui sto combattendo ultimamente e che mi sta molto stretto è questa necessità di "perfezione social" questa apparenza che sembra sia stata messa al primo posto nella scala di valori di molti makers. Io non ci sto.
Non ci sto al profilo Instagram perfetto (e uguale a tutti gli altri) e al prodotto tutto sommato poco curato.
Non ci sto alla foto montata ad arte e ad un'esposizione dal vivo che scosta completamente dall'immagine patinata da social. Io credo nell'essere autentico, nel non mentire a me stessa e al cliente, nel mostrare la realtà di come lavoro anche se la luce per le foto non è perfetta e chiara ma quella della sera, il vero momento in cui lavoro. Io credo nel prodotto curato, pensato progettato e non solo nell'apparenza del prodotto stesso. Questo non vuol dire non curare i dettagli, anzi, è fondamentale, come è fondamentale formarsi, studiare ma mai perdere l'autenticità, mai mettere il prodotto al secondo posto.


Autumn & Hygge Style

L’Autunno è ormai iniziato, la voglia di passare il tempo in casa è tanta! Vi parleremo del concetto Hygge per darvi la possibilità di godervi questa coloratissima stagione al meglio! Hygge è una parola danese che definisce un sentimento avvolgente, una sensazione di familiarità. L'atmosfera hygge può essere percepita non solo a casa, ma anche a contatto con la natura o con gli amici. I 10 punti della Hygge sono questi:

  1. 1. Atmosfera - abbassare le luci, accendere una candela.
  2. 2. Presenza - essere qui e ora, spegnere i telefoni.
  3. 3. Piacere - concedersi caffè, cioccolato, biscotti, torta.
  4. 4. Eguaglianza - il "noi" deve vincere sul "me".
  5. 5. Gratitudine - accogliere quel che c'è.
  6. 6. Armonia - non c'è competizione.
  7. 7. Comfort - mettiti a tuo agio, prendi una pausa, rilassarsi è tutto.
  8. 8. Tregua - non drammatizzare; si parlerà di politica un altro giorno.
  9. 9. Spirito di solidarietà - condividere racconti e ricordi.
  10. 10. Rifugio - un posto di pace e sicurezza.

Le idee che vi proponiamo sono dunque in linea con il libro Hygge. La via danese alla felicità di Meik Wiking. Parleremo di casa, di calore e di come affrontare con serenità il freddo in arrivo. Ispiriamoci dunque a questa frase dell’autore: «La parola hygge ha ricevuto ogni sorta di definizione, da l'arte di creare intimità a benessere dello spirito. La mia preferita è cioccolata a lume di candela.»

Per approfondire vi consiglio la lettura del libro e questo post dell’Huffingtonpost Italia.

Prima di tutto la luce! In casa deve essere calda e delicata, un efficace atmosfera hygge si ottiene con la luminosità avvolgente delle candele. Vi suggeriamo quelle artigianali di EsECandles che dalla Puglia confeziona candele di soia anche del tutto personalizzabili, sia nel design che nel loro profumo! Godetevi il loro Etsy shop perché anche le foto dei prodotti vi riempiranno di magia!

 

Punto fondamentale della Hygge è il calore, dopo quello di casa pensiamo dunque al piacere personale e alle fibre naturali, davvero magiche in questo senso. Le migliori coperte sono quelle di pura lana meglio se fatte all’uncinetto, le mitiche Granny square blanket! A noi piacciono queste di Hookloopsarah di Sarah Tartaglia che su Etsy vende le sue coloratissime creazioni 100% made in Italy! Se avete voglia di essere ancora piu’ hygge allora tirate fuori dal cassetto i ferri e seguite le sue istruzioni, Sarah offre anche molti tutorial! Sferruzzare con le amiche sarà super rilassante! 

Se invece le coperte amate sceglierle biologiche vi consigliamo una visita all’Etsy shop di Claudia Rosillo TexturableDecor, delizioso ed avvolgente con i suoi filati naturali! Lei lavora a Montevideo, in Uruguay! Da considerarsi molto hygge anche un bel viaggio esplorativo con gli amici del cuore!



In casa non possono mancare delle tazze artigianali ed un buon tè. Queste che vedete qui sono di viCeramics, Virginia Balistreri con le sue linee semplici crea pezzi unici dal sapore antico, guardate che bel colore che ha questa tazza! Sento già il profumo di un buon tè invernale! Il nostro preferito è l’infuso di zenzero, cannella e scorza di limone, super riscaldante!
L’Autunno non è solo poltrire! Per conquistare davvero un atteggiamento hygge è bene uscire di casa! Chiamate gli amici ed andate per i boschi in cerca di funghi, cucinate a fine giornata il risotto tutti insieme! Oppure raccogliete le castagne con i vostri figli, immaginate il dolce profumo di un buon castagnaccio!! Inoltre questa stagione offre tantissime idee per decorare la casa, la piu’ dolce di tutte è fare un tavolo stagionale ispirato alla tradizione Waldorf/steineriana. Basta sintonizzarsi con la natura e aprire il cuore per realizzare un angolino magico dentro casa vostra! Scoprite di piu’ sull’approccio Waldorf in questo bel post di Whole family rhythms.

Usate Pinterest per trovare idee, non mancherà nemmeno una buona ricetta vegan con la zucca o il menu’ per la festa di Halloween cosi’ vicina! Godetevi questa stagione perché se ascoltata vi parlerà di gnomi, favole e fuochi scoppiettanti!





Selezione curata per Atelier10 da Claudia Nanni di Claudia Nanni Fine Art.

Claudia è un'artista diplomata a Brera e, seguendo i principi pedagogici steineriani, disegna molte creazioni dedicate ai bambini, crea accessori per donna e decori in lana ricchi di good vibes per la casa. Il filo conduttore del suo creare è l'unicità del design accompagnata da una continua ispirazione alla natura e alla sua magia.

Dietro le quinte di Atelier10 - Francesca Rizzato di La Volpe Cimina

C'era una volta l'autunno con i suoi colori ed i suoi profumi. C'era una volta un bosco popolato da piccole e magiche creature. Oggi vogliamo accompagnarvi così nel viaggio alla scoperta di Francesca e del suo magico mondo.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Francesca, ho 25 anni e sono nata a Livorno, ma da poco più di un anno mi sono trasferita in provincia di Viterbo, a Soriano nel Cimino: un grazioso paese collocato tra i monti. Ho fatto questa scelta, di cui sono tutt'oggi ancora entusiasta, per amore della natura. La mia casa si trova ai piedi del bosco e si affaccia suggestivamente sulla valle. Per me è molto importante essere sempre a contatto con la natura, quindi qui ho trovato il mio habitat ideale, dove trovo ogni giorno ispirazione per il mio lavoro. Da circa due anni sono riuscita a realizzare il sogno di trasformare la mia passione nel mio mestiere, diventando così un'artista a tempo pieno.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Sono sempre stata affascinata dal mondo del needle felting ma non sapevo cosa fosse, finché un giorno, navigando nei meandri del web, sono rimasta stupita di fronte alla bellezza di alcune sculture di animali realizzati con tale tecnica. Dopo averle viste ne sono rimasta rapita ed incantata, così tanto da convincermi di dover a tutti i costi imparare a realizzarle io stessa. Così ho iniziato a guardare video tutorial online, acquistato tutto il materiale necessario per iniziare, e via! Beh, onestamente, il primo esperimento riuscito fu uno strano topo deforme. Ma ero talmente innamorata della tecnica che ho continuato a provare ed esercitarmi quasi ogni giorno, per ottenere risultati sempre migliori. E' servito un po' di tempo per creare finalmente ciò che avevo in mente, ispirato ai miei artisti preferiti. Dopo aver raffinato la mia tecnica, ho lavorato per sviluppare il mio stile, totalmente ispirato agli animali e al mondo naturale, con un pizzico di magia. Essendo un artista autodidatta, non ho mai smesso di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. Quando ho iniziato non sapevo assolutamente niente del needle felting, ma sul web ci sono risorse sufficienti per essere in grado di essere coinvolti in maniera autonoma in questo speciale mestiere. Quello che serve è molta pazienza, e, naturalmente, devi continuare a provare finché non capisci come avviene la magia del feltro! Con lana hai possibilità infinite... Puoi dare forma alla tua fantasia.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Sono ispirata dal mondo che mi circonda, dai suoi colori, dalle piccole e semplici cose che la natura ha da offrire, che amo catturare... Una foglia caduta, un volo di farfalla, il fruscio del vento, i sussurri della foresta. La purezza della natura. Tutto questo con un pizzico di magia, incanto e fantasia. Il bosco è la mia fonte di ispirazione per eccellenza! La natura selvaggia al suo massimo splendore mi affascina ed intriga completamente, senza mai stancarmi.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Lavoro principalmente con lana cardata, utilizzando soprattutto la tecnica del needle felting (infeltrimento ad ago), e realizzo sculture di piccole e medie dimensioni. Occasionalmente mi avvalgo anche un'altra tecnica di lavorazione che prevede l'utilizzo di acqua e sapone (wet felting), per realizzare la base dei miei dipinti di lana. Mi piace tuttavia variare e sperimentare nuove tecniche e materiali, combinando tra loro diversi elementi a seconda del risultato che voglio ottenere. Oltre che con la lana, adoro lavorare con matite e pennelli, infatti ho anche un secondo shop esclusivamente dedicato alle mie illustrazioni (Francesca Rizzato Art), ed un terzo shop dove vendo stampe di acquerelli (Miao Miao Design).


Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Lavorare con la lana richiede molta pazienza, specialmente se alle prime armi... Per accelerare i tempi di realizzazione dei vostri progetti, ricordatevi che ogni tipo di lavorazione, a seconda di quello che dovete creare, necessita uno specifico tipo di ago. Gli aghi per infeltrimento infatti esistono di varie misure, perciò prima di cominciare un nuovo progetto assicuratevi sempre di avere a disposizione quelli più adatti per voi! Solitamente si utilizza un ago 40 triangolare per realizzare la forma di base, il 38 a stella per le rifiniture, ed il 36 triangolare per unire parti diverse. Mi raccomando, non esercitate troppa pressione: ho imparato a mie spese che non serve a niente se non a rompere l'ago o addirittura bucarsi le dita! ;) (gli aghi sono molto appuntiti e delicati).

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Esclusivamente online, avvalendomi di svariate piattaforme di vendita, ma soprattutto su Etsy. Occasionalmente può capitare che mi venga commissionato un lavoro per mostre ed esibizioni internazionali. Lavoro inoltre con alcune agenzie per artisti a livello internazionale.


Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sicuramente, ed ora che vivo ai piedi del bosco, più che mai! Una delle cose che più mi piace è anche il fatto di poter lavorare da casa, seguendo i miei ritmi, senza alcun obbligo o restrizione... E con il prezioso incoraggiamento ed aiuto dei miei cari, oltre che dei miei animali domestici - e non (basta affacciarsi alla finestra dello studio e osservare silenziosamente per scovare qualche animale selvatico in giro!).

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Un obiettivo che ho quasi raggiunto, è quello di sistemare al meglio il mio studio, infatti ho recentemente acquistato una scrivania che ho fatto realizzare su misura dal mio falegname di fiducia. Si tratta di una scrivania molto ampia, e con molti cassetti, dove ho potuto sistemare accuratamente tutto il mio materiale creativo e relativi attrezzi, oltre che la postazione di lavoro del pc. Ho detto QUASI raggiunto perchè a breve finalmente coronerò uno dei miei più grandi desideri, cioè quello di acquistare un Apple iMac 27" Retina 5K, ed una tavoletta grafica professionale. 
 
Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Per me l'artigianato e l'handmade sono qualcosa di cui non posso fare a meno, una realtà purtroppo ancora poco conosciuta in Italia, a mio avviso (infatti il 90% dei miei clienti vivono negli US). Il modo in cui gli artisti ed artigiani realizzano le loro opere, la cura e la passione che imprimono nei loro oggetti, è ciò che più mi piace valorizzare, descrivendo questo variopinto mondo a chi poco lo conosce. Si tratta di un mondo di colori, forme e sogni che prendono vita attraverso pezzi di carta, legno, lana, stoffa, o qualsiasi altro materiale. Nel realizzare qualcosa con le proprie mani, si crea un oggetto unico, che non si può ripetere.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi può fare la differenza. Scegliere di rinunciare al semplice prodotto industriale, senza "anima", è un passo importante da cui tutti possono trarre beneficio: da chi lo realizza, a chi lo acquista. Personalmente se devo fare un acquisto cerco sempre un qualcosa di unico e speciale, specialmente se si tratta di un regalo. Infatti con il mio compagno ho una collezione di animali di ogni tipo sottoforma di sculture, statuine, dipinti, etc... rigorosamente handmade, provenienti da ogni parte del mondo.

Per le interviste di Atelier 10, alla scoperta di bravissimi artigiani, vi aspettiamo il prossimo mese ma attenzione, ottobre è solo all'inizio!

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #12: Atelier10 presenta I Cantastorie di Gral

Grazie! Sì, lo sappiamo che i ringraziamenti si fanno solitamente alla fine, come coda finale, ma questa volta vogliamo che siano l'apertura di questo post. Grazie perchè il nostro evento Handmakers' Brunch #12 si è rivelato una vera bomba, la partecipazione è stata alta e per tutto il team Atelier10 la selezione per questa intervista è stata molto difficile.
Abbiamo deciso quindi di inziare la stagione autunnale con una sferzata di colori, con contaminazioni etniche e con una buona dose di pazienza e lentezza, caratterische che servono per lavorare il legno nel miglione dei modi. Sicuramente la nostra Alessandra conoscerà queste preziose qualità e tanti segreti del legno.
Buon Settembre e buona lettura.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Alessandra e sono nata a Palmanova dove tuttora risiedo. Sono cresciuta nella bucolica campagna friulana degli anni' 80 arrampicandomi sugli alberi sotto il cielo terso e assaporando le stagioni. Ho conseguito nel 1995 il diploma di Maestra d' Arte, nella sezione grafica pubblicitaria e fotografia, presso l' Istituto Statale d' Arte "G. Sello" di Udine. Successivamente ho vissuto e lavorato a Firenze e alcuni anni a Mogliano Veneto. Nel 2012 sono rientrata in Friuli e mi sono dedicata assiduamente al restauro e alla decorazione del mobile, alla produzione di piccoli complementi d'arredo recuperando legname e scarti di falegnameria, sconfinando nell' upcycling, con pezzi unici e dipinti a mano.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho cominciato nel 1993 circa a costruire le prime scatole, recuperando il legno delle cassette delle pere argentine, e delle mele che mia nonna come ambulante di frutta e verdura vendeva al mercato. Essenze esotiche di legni stagionati che hanno resistito nel tempo. In quegli anni quasi nulla andata al macero, le cassette andavano rese e recuperare più e più volte. Allora come adesso, tracciavo una base con squadra e matita, e dipingevo a mano libera con pennello e colori acrilici. Costruivo e dipingevo scatole, affascinata dal loro poter contenere e custodire, ricordi, foto, oggetti. La grande sfida era, ed è rimasta, tagliare il legno con la sega manuale costruire la scatola e far combaciare il coperchio di chiusura.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Ho sempre affermato che la mia ispirazione deriva dall'arte tribale dei Nativi americani. A quei tempi ancora adolescente, mi ha profondamente colpito la loro spiritualità, l'arte e lo stile di vita. Da subito ho sviluppato un mio modo personale di dipingere, "esasperando" la gestualità tipica del tribale, fino a portarla al rigore geometrico cercando la precisione manuale, adattandolo alla forma degli oggetti, lavorando su pezzi unici. L'ispirazione arriva anche con l'osservazione delle sfumature degli elementi naturali. Il pezzo d'arredo stesso, che mi trovo a restaurare o modificare, mi suggerisce in qualche modo con la sua storia, la forma e la sua funzione d'uso, la grafica e i colori che lo valorizzano al meglio. Gli oggetti e i mobili di famiglia ci legano indelebilmente al nostro passato, e gli oggetti e i mobili vecchi appartenuti a qualcun'altro, a volte ci attraggono, probabilmente perché ci trasmettono una buona energia. Per questo meritano di essere restaurati, e i meno temerari possono azzardare delle brillanti palette colore. 

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Sicuramente voglio sviluppare il mio progetto, continuando a migliorare il mio lavoro artigianale e le piccole produzioni ben studiate, con l'obbiettivo di aprire una piccola bottega ( magari con un gruppo di artigiani), proseguendo la strada da mercante nelle fiere, ampliando ai social e alla vendita su web.


Vi state chiedendo come poter essere selezionati per una delle nostre interviste? Non vi resta che pazientare fino a Novembre e partecipare con entusiasmo al prossimo Handmakers' Brunch #13 - Il Tavolo dei Creativi! In bocca al lupo.

Dietro le quinte di Atelier10 - Maria Mazzali di PetiteFraise Jewelry

Come tutti raccontano Settembre è il mese dei cambiamenti, un nuovo inizio: September is the new January! Oggi vi raccontiamo la storia di un cambiamento, di un'evoluzione, di una continua ricerca, di una ragazza sempre in costante movimento creativo e non solo. Cade proprio a fagiolo, non trovate? Diamo quindi il benvenuto a Maria ed ai suoi meravigliosi gioielli.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Maria, sono originaria di Milano ma da qualche mese vivo a Londra. Realizzo gioielli lavorando a mano metalli come ottone e argento 925, pietre dure e perle in vetro dai colori bellissimi.
Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho sempre amato i lavori manuali, sin da quando ero una bambina e come tutti i bambini. La mia maestra di educazione artistica alle scuole elementari ci insegnava tante tecniche diverse: la modellazione della pasta di sale, il punto croce, la decorazione su vetro... grazie a lei mi sono definitivamente appassionata a creare con le mie mani. In quinta elementare mia mamma mi iscrisse ad un corso di cucito per bambini, durante il quale imparavamo a cucire vestiti per le nostre bambole e persino delle bambole in stoffa, le pigotte: mi divertivo tantissimo, ho un ricordo meraviglioso di quei sabati autunnali. Alle scuole medie infilavo perline che trasformavo in braccialetti da regalare alle amiche, poi ho provato vari hobby, come il découpage, fino ad approdare, durante il primo anno di università, alle paste sintetiche e in particolare al fimo. Lì ho cominciato a prendere questo hobby un po' più sul serio. Dopo qualche anno mi sono stancata di modellare dolcetti e personaggi simpatici, anche perché, ormai, lo facevano tutti; così sono finalmente arrivata a quella che è la mia più grande passione: lavorare il metallo per trasformarlo in gioielli.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Quello che sto per dire sembrerà banale e scontato, ma è la verità: mi ispira ogni cosa intorno a me. La natura e la nostra Terra con i suoi meravigliosi colori e forme; le culture di popolazioni antiche e moderne; l'universo, la luna e le stelle; ma mi regalano grande ispirazione anche le persone che mi vivono accanto o quelle che incrocio per strada per qualche secondo appena. La mia mente lavora costantemente per cogliere spunti e idee.


Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Uso le tecniche di lavorazione del metallo e alcune tecniche di oreficeria applicate però a metalli più poveri rispetto all'oro, come l'ottone e l'argento. Taglio il metallo con il seghetto, lo lavoro con martelli, lime, cannello a gas, e altri attrezzi del genere. Adesso che vivo a Londra e ho il mio tavolo di lavoro all'interno di un "co-working" fondato da orafi, ho a disposizione molti bellissimi attrezzi che prima potevo solo sognare!

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Su un sito dedicato all'oreficeria, ho imparato che, per indurire il filo di metallo usato per il perno di un orecchino a lobo, e per testare la tenuta della saldatura, lo si deve afferrare con la pinza e ruotarlo di uno o due giri "andata e ritorno" su se stesso. Più facile a farsi che a dirsi!


Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Principalmente online, sulle mie pagine Instagram e Facebook, e sul mio nuovissimo sito internet, su cui ho anche un blog. Ho un shop Etsy che mi permette di vendere in tutto il mondo. Collaboro con alcuni negozi fisici e fra poco parteciperò al mio primo market qui a Londra!

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sì, decisamente. Intanto l'insegnante della mia scuola elementare di cui parlavo prima, che mi ha fatto scoprire tante tecniche diverse. Sono anche cresciuta in una famiglia creativa in cui ogni componente ha il suo talento: chi cucire, chi disegnare, chi dipingere. Questo mi ha stimolato e appassionato moltissimo. Inoltre i miei genitori mi hanno sempre insegnato ad interessarmi a cose nuove, ad approfondire, leggere, visitare musei, osservare, viaggiare... e sono i miei primi sostenitori, insieme alle mie sorelle e al mio compagno!

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Migliorarmi continuamente e non smettere mai di imparare. Qui a Londra ho l'opportunità di conoscere molti professionisti e realtà differenti, mi sono accorta di essere già cresciuta molto in questi pochi mesi.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Negli ultimi anni si sta parlando molto di ritorno all'artigianato e all'handmade, e molto è già stato detto. Per me vuol dire riscoprire il valore della lentezza e della pazienza in un mondo che va velocissimo; vuol dire allontanarsi dal concetto di "perfezione" legato a tutti quei prodotti creati in serie e identici gli uni agli altri, senza personalità, e per contro riavvicinarsi all'unicità di oggetti creati da persone "in carne ed ossa", che puoi conoscere e con cui puoi comunicare, e che fanno della loro passione il loro lavoro.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Forse sarà perché sono un'emotiva, ma mi emoziono sempre molto quando acquisto qualcosa di handmade: lo tengo tra le mani e provo a immaginare chi l'ha realizzato, il momento in cui l'ha creato, cosa pensava mentre lavorava, l'amore e la cura che ci ha messo... è qualcosa che traspare sempre, l'impronta dell'artigiano. Spero che chi acquista un mio gioiello possa provare la stessa cosa.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista.
Voglio ringraziare il mio compagno Lorenzo, fotografo professionista, che oltre a darmi sostegno e supporto incondizionati, mi aiuta scattando per me dei servizi fotografici eccellenti dei miei gioielli indossati. Grazie a lui ho dato una svolta fondamentale alla comunicazione delle mie creazioni. Tutte le foto in questa intervista sono state scattate da lui. Parte del suo lavoro è online sul suo sito www.berniphotography.com.
Pinterest: it.pinterest.com/petitefraise

L'appuntamento con il Dietro le quinte di Atelier10 torna come di consueto tra un mese, siete già impazienti? Per consolarvi potete seguirci tutti i giorni sulla nostra pagina Facebook! A presto!!